Come si realizza uno spazio universitario contemporaneo? Al Santa Chiara Lab L’Università di Siena, con il supporto di AVTech, ha ridisegnato l’infrastruttura AV del proprio hub multidisciplinare, rendendolo un modello di flessibilità, interoperabilità e accessibilità, al servizio della formazione e della ricerca

Il Santa Chiara Lab è molto più di uno spazio universitario: centro multidisciplinare votato al dialogo tra i saperi, all’ibridazione tra ricerca, impresa e formazione, affronta temi cruciali, dall’agroalimentare alla sostenibilità, dalla diplomazia culturale alla salute pubblica, fino alla fabbrica digitale e alla realtà virtuale immersiva (VR/XR). Il Lab ospita incontri, seminari, attività laboratoriali, percorsi di formazione e coworking.
Inserito in un complesso architettonico storico riqualificato con intelligenza, il Santa Chiara Lab si articola in un’aula studio, un laboratorio, un auditorium, oltre a un teatro esterno. Per rendere questi spazi adeguati alle esigenze della didattica contemporanea, l’Università di Siena ha scelto di avviare un importante intervento di adeguamento tecnologico, affidandosi al nostro supporto tecnico. Abbiamo quindi affiancato Francesco Mugnaini, responsabile di Ateneo per gli apparati multimediali, nel percorso di scelta, installazione e messa in opera dei nuovi sistemi.

Spazi integrati, esperienze condivise
Nel dettaglio, l’intervento ha interessato:
Auditorium da circa 150/200 posti, con sistema di videoproiezione a ottica corta (per evitare abbagliamenti del relatore e ombre) da 20.000 ANSI Lumen. La diffusione sonora a soffitto pre-esistente è stata implementata con due speaker a parete laterali per migliorare l’esperienza di ascolto. Vi è infine la possibilità di una regia remota.
Sala studio e per meeting interconnessa con l’Auditorium, per consentire la condivisione di contenuti AV in tempo reale, è dotata anche di un proprio sistema audio e video (videoproiezione e diffusione sonora).
Spazio espositivo e multifunzionale, dotato di tre monitor touch e un grande LED wall professionale per contenuti informativi, pubblicitari o interattivi, connesso a un sistema di videoconferenza avanzato. La diffusione sonora è su “layer” per ampliare la sensazione di immersività.
Anche su indicazione dell’Università, abbiamo optato per un intervento centrato sull’utente, che garantisse intuitività d’uso, anche a personale non tecnico, ma al tempo stesso affidabilità professionale per eventi di livello accademico e internazionale.

Un impianto pensato per flessibilità e prestazioni
Il cuore tecnologico della nuova struttura è rappresentato da una piattaforma per l’instradamento e la gestione di tutti i segnali multimediali. Abbiamo scelto una matrice Q-sys basata su cloud e completamente programmabile, che permette flessibilità di configurazione, modularità e interoperabilità tra i diversi ambienti, così da gestire in modo centralizzato tutte le sorgenti audio e video garantendo continuità e fluidità operativa anche in contesti di videoconferenza o eventi ibridi (è infatti certificata Microsoft Teams, Zoom e Google Meet).
La piattaforma supporta inoltre i protocolli AES67 e Dante per la gestione dell’audio digitale.
L’intervento ha comunque tenuto conto delle infrastrutture pregresse, integrando quando possibile gli impianti esistenti, come alcune linee di diffusione audio o canalizzazioni storiche, per ottimizzare i costi e limitare le opere murarie. In alcuni ambienti, ad esempio, sono stati mantenuti diffusori a soffitto incassati, opportunamente equalizzati e gestiti tramite processori DSP di nuova generazione.

Perché la didattica moderna ha bisogno della tecnologia
L’intervento al Santa Chiara Lab è un esempio virtuoso di come tecnologia e visione educativa possano camminare insieme: l’Università di Siena sta infatti seguendo con attenzione modelli già avviati anche in altri Atenei proprio dalla necessità di rispondere alle richieste di docenti e studenti in termini di qualità audiovisiva. Poter rivedere e riascoltare le lezioni, partecipare da remoto ai convegni, favorire l’interazione tra i partecipanti, o ancora poter sfruttare la realtà virtuale per lezioni immersive e simulazioni, sono infatti tra le principali richieste, specialmente in ambienti dove formazione, industria e aziende collaborano.
“Un’aula ben equipaggiata non è un optional – ha precisato Mugnaini – è il biglietto da visita dell’università. E per noi significa poterci presentare con strumenti all’altezza delle sfide didattiche e scientifiche di oggi”.
“In contesti accademici come questo, – ha spiegato Isacco Borgianni, responsabile vendite di di AVTech, a conclusione dell’intervento per il Santa Chiara Lab, – l’approccio è sempre sartoriale: ogni ambiente ha esigenze specifiche. Il nostro compito è interpretare questi bisogni, affiancando figure come Mugnaini con strumenti professionali e una visione a lungo termine.”

https://www.unisi.it/

https://santachiaralab.unisi.it/it

https://www.qsys.com/