Il nostro intervento integrato su audio, video e rete dedicata ha restituito nuova centralità all’aula magna dell’ospedale universitario senese. Oggi è uno spazio didattico, congressuale e hub multimediale efficiente, un punto di riferimento per l’intera città
Nell’ospedale universitario Le Scotte di Siena, l’Aula Magna ha sempre avuto un ruolo importante. Costruita negli anni ’80, con una capienza di circa 450 posti su un solo livello e in configurazione anfiteatro, negli ultimi anni ha iniziato a mostrare una certa obsolescenza. Tra il 2018 e il 2022 l’Università degli Studi di Siena ha quindi deciso di avviare un intervento completo di ristrutturazione, che ha coinvolto sia la componente architettonica sia l’intero sistema tecnologico audio-video.
Inutile precisare che per noi è stato un lavoro importante. Non solo per la complessità tecnica e la scala dell’intervento (abbiamo curato la fornitura e l’integrazione di tutti gli impianti multimediali), ma perché sapevamo di contribuire a uno spazio che ha un impatto sulla formazione, sulla ricerca e la vita universitaria. Una volta terminato, l’intervento ha restituito uno spazio completamente nuovo, sia sul piano funzionale che su quello percettivo.
A metà giugno abbiamo incontrato Francesco Mugnaini, responsabile delle infrastrutture Audio e Video dell’Ateneo, e abbiamo ripercorso insieme il lavoro svolto.
Un’aula storica, un progetto complesso
“L’aula magna è inserita in un edificio storico, un ambiente tra i più importanti per la vita accademica e congressuale della città – racconta Mugnaini -. Ospita regolarmente convegni medici di rilievo nazionale e internazionale ed è uno snodo didattico fondamentale per la formazione universitaria. Le dimensioni dell’ambiente e l’architettura a gradoni hanno richiesto uno studio attento della distribuzione audio e video, nonché dell’illuminazione e degli interventi per il trattamento delle superfici per ottimizzare l’acustica, a cura dell’ingegner Tassinari.”
Una rete stabile e sicura per un sistema AV allo stato dell’arte
L’ambiente ospedaliero-universitario è complesso, e le informazioni trattate sono riservate e confidenziali, vanno garantite stabilità e sicurezza, anche informatica… Mugnaini ha spiegato così la scelta di realizzare una rete dedicata agli impianti audio-video, indipendente dall’infrastruttura IT dell’Università. Il sistema multimediale è quindi completamente chiuso ma interconnesso a tre aule sottostanti, che condividono la stessa infrastruttura tecnologica e sono perfettamente interoperabili: l’Aula Magna può trasmettere i propri contenuti a questi spazi e, all’occorrenza, dirigere il flusso audio/video verso l’esterno. Il sistema consente anche un’interazione bidirezionale in modalità videoconferenza, pur restando protetto da accessi esterni diretti. La dorsale è in fibra ottica a 10 Gbps, e tutti gli armadi rack sono interconnessi per garantire larghezza di banda adeguata al transito simultaneo di flussi audio e video ad alta risoluzione.
La distribuzione audio e la gestione degli scenari si basa sullo standard internazionale AVB. Cuore dell’impianto è un processore Tesira di Biamp, incaricato dell’instradamento e della gestione dei segnali, che vengono così resi disponibili anche alle salette situate al piano inferiore.
Dal punto di vista della diffusione sonora sono stati installati due diffusori di nuova generazione di Renkus-Heinz, a lato dello schermo: le possibilità di correzione dell’azimut e dell’ampiezza verticale del cono sonoro degli altoparlanti tramite programmazione del DSP interno ci hanno consentito di coprire uniformemente tutta la sala, senza bisogno di inserire linee di ritardo o sistemi line array più invasivi, a tutto vantaggio dell’estetica del luogo.
Per quanto riguarda la parte video, è stato scelto un videoproiettore Epson 4K da 20.000 lumen, su un grande schermo da 8×4,3 metri visibile quindi senza sforzo dalle ultime file, e quattro telecamere dome PTZ (motorizzate), e corredate di preset preimpostati, attivabili direttamente dal touch screen a disposizione dei relatori.
Controllo “in chiave” BYOD
La postazione dei relatori è stata studiata con attenzione, per ottenere sia la possibilità di collegare facilmente device personali in ottica BYOD (Bring Your Own Device) per la condivisione di contenuti, sia per una facile gestione dei vari apparati disponibili nella sala anche senza l’ausilio di personale specializzato. Un relatore può quindi connettere il proprio portatile tramite HDMI e USB, selezionare una delle telecamere disponibili e avviare una videoconferenza. Sul tavolo relatori si trovano inoltre quattro microfoni a collo d’oca, altri due – a mano – sono in sala, per le domande.
Per le stesse ragioni di autonomia il sistema non prevede una regia AV tradizionale, per cui al tavolo relatori è integrato un touch screen programmato ad hoc per accensione e spegnimento dei videoproiettori, selezione delle sorgenti e delle destinazioni, gestione dei preset delle telecamere, routing audio e video verso le altre sale ecc.
Tempistiche e personalizzazione della programmazione
La parte più complessa dell’intervento non è stata però l’installazione fisica, ma la fase di programmazione e messa a punto degli scenari: non è stato facile coordinare le esigenze accademiche con la necessità di completare un sistema così articolato. L’integrazione tra hardware, software e interfacce utente è stata affinata con l’esperienza d’uso, anche grazie al feedback diretto dei docenti e degli operatori.
Oggi l’Aula Magna delle Scotte è un ambiente flessibile e perfettamente attrezzato per accogliere convegni, lezioni, presentazioni ibride ecc. L’intervento ha dimostrato come tecnologia, acustica e architettura possano dialogare in modo efficace anche in ambienti esistenti, vincolati e ad alta frequentazione. Come in molte altre occasioni, non è la tecnologia in sé a fare la differenza, ma l’integrazione intelligente e su misura.
https://www.unisi.it/altre-strutture/presidio-le-scotte